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IL RUOLO DELLE DONNE NELLE MALATTIE RARE

Sfide uniche come pazienti e come caregiver.

Si dice che le malattie rare colpiscono le donne due volte. I dati ad oggi disponibili confermano che il mondo delle malattie rare è prevalentemente femminile: nel nostro Paese sono più di 2 milioni i pazienti affetti da malattie rare, e di questi più della metà è costituita da donne. Sono infatti 1 milione e 48mila le donne colpite (+ del 52%). Inoltre, il 70% delle patologie rare insorge in età pediatrica: sono oggi 1 milione e 400 mila i pazienti pediatrici, e 2 su 5 hanno meno di 18 anni. Questo ci indica che le malattie rare colpiscono le donne due volte: come pazienti e come caregiver, portando di fatto a oltre 2 milioni le donne che hanno a che fare con una malattia rara. Ed è risaputo che, almeno in Italia, il lavoro di cura è appannaggio quasi esclusivo delle donne: nel 90% dei casi il carico assistenziale dei pazienti è assorbito dalle donne.

Le malattie rare sono un gruppo molto vasto ed eterogeneo di patologie – ad oggi se ne conoscono tra le 6 e le 8mila* – spesso difficili da diagnosticare - con un tempo medio per la diagnosi che supera i 4 anni* e terapie disponibili solo per il 5% di esse.
(*fonte:uniamo.org)

Oltre alle sfide della patologia, le donne affrontano anche lo stigma di una condizione che non le vede ancora in parità. Le storie che leggerete a seguire, però, raccontano resilienza e capacità di reinventarsi, trasformando le situazioni senza perdere la voglia di andare avanti.

Il burden femminile nelle malattie rare

Burden, cioè fardello: è un termine che, nell’ambito della salute mentale e del benessere psicologico, si usa in riferimento allo stress e al disagio psicologico che possono provare tanto i pazienti quanto i caregiver.

La gestione di queste patologie comporta anche pesanti impatti sulla vita lavorativa, o sul percorso di studi, con gravi danni alla possibilità di fare carriera.

Diventare madri può non essere così semplice: la fertilità delle pazienti è spesso compromessa,
senza contare il rischio di ereditarietà.

Queste malattie lasciano spesso segni visibili sul corpo e l’alterazione della fisicità, in una società nella quale gli standard di bellezza femminili continuano a essere elevati, può trasformarsi in depressione, stigma e isolamento.

Il ruolo di caregiver, di figli o altri parenti, porta a sentirsi facilmente sopraffatte dalle responsabilità e a affrontare le diverse difficoltà di conciliare tanti ruoli.

VIVERE CON UNA MALATTIA RARA

Quando è la donna ad avere una malattia rara, questa trasforma profondamente la sua identità femminile e ridisegna ogni aspetto della vita quotidiana. Dal momento della diagnosi – spesso tardiva e dolorosa – alle sfide lavorative, dalle relazioni sociali alla percezione di sé, le donne con malattie rare affrontano un percorso complesso fatto di ostacoli ma anche di straordinaria resilienza. Le loro storie raccontano di discriminazioni nel mondo del lavoro, di incomprensioni mediche, di cambiamenti fisici difficili da accettare, ma anche di una forza interiore che permette di reinventarsi e di non perdere mai la speranza.

PRENDERSI CURA DI CHI HA UNA MALATTIA RARA

Quando è la donna a prendersi cura di chi ha una malattia rara, questo significa spesso annullare la propria identità per dedicarsi completamente all'assistenza. Le madri, mogli, sorelle che si prendono cura di un familiare con malattia rara vivono una trasformazione radicale della propria vita: dal momento della diagnosi alla riorganizzazione completa delle priorità familiari, lavorative e personali. Il senso di colpa pervasivo, la solitudine nel caregiving, il sacrificio della carriera professionale e della vita sociale sono costanti nella loro esperienza, insieme a una forza d'animo straordinaria che permette loro di non arrendersi mai.

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