Rassegna stampa 2026

Il 23 giugno è uscito il nuovo libro bianco di Women in rare con i risultati dell'indagine 2026.

Di seguito le principali uscite online:

E le principali riprese sui social:

 

Scopri il libro bianco.

I risultati dell'indagine 2026

Il Libro Bianco restituisce per la prima volta un quadro nazionale su tempi, ostacoli e impatti del ritardo diagnostico nelle malattie rare, mostrando come per le donne tempi, ostacoli e impatti si aggravino ulteriormente.

Per la prima volta in Italia, le esperienze di 1.067 persone tra Persone che convivono con malattia rara e Caregiver sono diventate evidenza nazionale. Il Libro Bianco "Da Rara a Riconosciuta" racconta il percorso verso la diagnosi — i tempi, gli ostacoli, il costo umano e sociale di un ritardo che cambia le vite. Realizzato nell'ambito del Think Tank Women in Rare, promosso da Alexion AstraZeneca Rare Disease, insieme a UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare, con la collaborazione di Fondazione Onda e il contributo dei partner tecnici Censis e ALTEMS Advisory.

Il documento raccoglie i risultati di un'indagine nazionale che ha coinvolto 1.067 persone tra Persone con malattia rara e Caregiver. Non si tratta solo di nuovi dati. Il Libro Bianco offre per la prima volta uno spaccato nazionale del percorso che va dai primi sintomi alla diagnosi: il tempo in cui la malattia non ha ancora un nome, i sintomi faticano a essere interpretati, le persone cercano risposte, specialisti e orientamento.

 

Il percorso diagnostico: lungo, frammentato, disomogeneo

Per chi non riceve una diagnosi alla nascita, trascorrono in media 5,5 anni tra i primi sintomi e la diagnosi. Un tempo lungo, che si articola in due fasi critiche: 2,5 anni in media tra la comparsa dei sintomi e la prima visita, e altri 3 anni dalla prima visita alla diagnosi definitiva.

Il percorso è spesso ostacolato: il 66,2% delle persone segnala che il primo professionista consultato ha avuto difficoltà a interpretare i sintomi, il 57,1% ha incontrato difficoltà nel trovare lo specialista appropriato, il 76,9% ritiene che si sarebbe potuto arrivare alla diagnosi prima.

A questo si aggiunge una disuguaglianza territoriale significativa: il 31,6% delle Persone che convivono con malattia rara si è spostato fuori regione per ottenere una diagnosi, una quota che sale al 46% nel Sud e nelle Isole.

 

La prospettiva di genere: dove le difficoltà diventano disuguaglianze

La lettura per genere rende il quadro ancora più preciso. Per gli uomini il percorso diagnostico dura in media 4 anni, mentre per le donne arriva a 6 anni. La differenza nasce già nelle prime fasi: dalla comparsa dei sintomi alla prima visita passano 1,4 anni per gli uomini e 2,9 anni per le donne.

Il riconoscimento dei sintomi rappresenta uno snodo critico. Nel 20,4% dei casi i sintomi delle donne vengono ricondotti a depressione o problemi psicologici, rispetto al 13,5% degli uomini — un dato che richiama il peso di stereotipi e bias culturali nel percorso diagnostico.

 

Gli effetti sulla vita quotidiana, sul lavoro, sulla famiglia

Il ritardo diagnostico non rimane confinato alla sfera sanitaria. Tra le Persone che convivono con malattia rara, il 75,5% indica un impatto negativo sulla vita affettiva e familiare, il 70,5% sul lavoro o sullo studio, il 65,8% sulla situazione economica. Tra le persone occupate, l'82,6% delle donne dichiara di essere andata al lavoro pur non stando bene, contro il 64,0% degli uomini.

 

I Caregiver: invisibili ma essenziali

Il 55,4% delle Persone che convivono con malattia rara riceve il supporto di un Caregiver, quasi sempre familiare. Anche qui il genere conta: può contare su un Caregiver l'81,8% degli uomini con malattia rara, mentre tra le donne il dato scende al 46,3%.

Quando sono le donne a svolgere il ruolo di Caregiver, il costo sociale e professionale cresce ulteriormente: il 37,2% ha lasciato il lavoro per assistere una Persona che convive con malattia rara, contro il 13,3% degli uomini. Il 67,7% delle Caregiver donne dichiara un impatto negativo sulla propria salute.

 

Dal dato all'azione

Con questa indagine, Women in Rare consolida la sua identità di Think Tank: uno spazio in cui l'analisi rigorosa si converte in proposte concrete per le Istituzioni e in advocacy per le Persone che convivono con malattie rare. "Abbiamo certificato disuguaglianze che fino ad oggi erano invisibili nei dati ufficiali", dichiara Annalisa Scopinaro, Presidente di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare. "Il ritardo diagnostico non è solo una questione clinica: è una questione di equità e di giustizia sociale. Le donne e le famiglie che si prendono cura di loro meritano percorsi rapidi, trasparenti e giusti. Ora abbiamo evidenze solide per chiederlo con forza." Tutte le evidenze sono confluite in un Libro Bianco con raccomandazioni concrete, con l'obiettivo di rendere i percorsi diagnostici più tempestivi, più equi e più vicini alle persone.

 

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Conferenza Stampa - Tempi di diagnosi e impatto sulla qualità di vita

Su iniziativa della Senatrice Elena Murelli

CONFERENZA STAMPA

TEMPI DI DIAGNOSI E IMPATTO SULLA QUALITÀ DI VITA

L’indagine di Women in Rare su persone con malattia rara e caregiver.

martedì 23 giugno, ore 9:30 – 11:00

Sala Caduti di Nassirya, Piazza Madama, Roma

Scarica il programma

Al via "Da Rara a Riconosciuta"

“Da rara a riconosciuta”: Women in Rare lancia l’indagine nazionale che esplora cause e impatto del ritardo diagnostico sulla vita delle persone con malattia rara

Per chi soffre di una malattia rara la diagnosi può essere una vera sfida. Si stima che in media, in Europa, il ritardo diagnostico sia circa 5 anni. Le cause sono molte – di tipo culturale, sociale, sanitario e territoriale – ma il risultato non cambia: il tempo che trascorre dall’insorgere della malattia all’inizio delle terapie ha conseguenze importanti sulla gestione clinica della malattia, l’accesso alle terapie, l’inclusione sociale e lavorativa, la qualità della vita del paziente e del caregiver. Un peso che grava soprattutto sulle donne, sia come pazienti sia come caregiver, visto che l’incidenza delle malattie rare è maggiore nella popolazione femminile e che circa il 90% dei caregiver di persone con malattie rare è donna.

Per rilevare tempi e ostacoli nel percorso di diagnosi delle persone con malattia rara, stimare i costi economici e sociali del ritardo diagnostico,   far emergere e analizzare le diseguaglianze di genere su questo tema, il progetto “Women in Rare” - promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease in partnership con UNIAMO e in collaborazione con Fondazione ONDA - riparte con la sua seconda edizione e lancia un’indagine nazionale che mira a esplorare questo ambito per raccogliere dati utili a promuovere politiche di intervento e priorità di azione a livello nazionale.

La survey è rivolta a tutte le persone con una malattia rara e a chi se ne prende cura, donne e uomini, di ogni età e provenienza. Il questionario è disponibile sul sito di UNIAMO.

Con la partecipazione di CENSIS e ALTEMS, e con il contributo di un Comitato Scientifico composto da esperti impegnati nell’ecosistema delle malattie rare - tra cui clinici di diverse specializzazioni nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali - “Women in Rare” si consolida come Think Tank che quest’anno mira ad approfondire il tema dell’efficientamento del sistema di presa in carico della paziente con malattia rara, con particolare focus sul ritardo diagnostico, dalle cause all’impatto sulla qualità di vita della donna.

L’analisi dei dati raccolti permetterà di valutare le cause e l’impatto del ritardo diagnostico sulla condizione sanitaria, sul percorso educativo e lavorativo, sulla qualità della vita, sul carico assistenziale sia dei pazienti che dei caregiver, con una particolare attenzione alle eventuali differenze di genere. Sarà importante stimare i costi economici e sociali legati al mancato riconoscimento tempestivo delle malattie, sia per le famiglie che per il sistema Paese, e a mappare le differenze territoriali in termini di accesso ai servizi, soprattutto diagnostici”, spiega Ketty Vaccaro, Responsabile area ricerca biomedica e salute Fondazione Censis, che ha messo a punto l’indagine e ne elaborerà il report finale.

Il progetto raccoglierà informazioni anche sui costi sostenuti dalle persone con malattia rara e dalle loro famiglie: saranno valutate le spese dirette e indirette legate al ritardo diagnostico e il loro impatto sul sistema Paese. Sulla base di questi dati, grazie alla collaborazione con ALTEMS, sarà prodotto uno studio di farmaco-economia.

Il ritardo diagnostico è una sfida per tutti i malati rari: può essere un percorso lungo, complesso, carico di tentativi, attese e costi, personali, professionali, emotivi. Con questa indagine vogliamo focalizzare l’attenzione sui racconti di pazienti e caregiver per capire, oltre alla durata del percorso, quali ostacoli si incontrano e quali conseguenze ha il ritardo nella vita quotidiana” - spiega Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO. “Approfondire il percorso della rarità in ambito socio-sanitario ed economico è un passo fondamentale per portare alla luce tutte le complessità e le conseguenze che queste malattie comportano. I dati che elaboreremo forniranno ai decisori evidenze scientifiche, permettendo di programmare azioni concrete, mirate a ridurre le disuguaglianze di genere, sanitarie e sociali”.

Proprio la costruzione di una prima base di dati, unica nel suo genere, che potesse fornire a tutti gli stakeholder del settore un quadro dettagliato della condizione femminile nell’area delle malattie rare è stato uno dei traguardi principali raggiunti nel corso della prima edizione di Women in Rare.

In questi anni, il progetto Women in Rare ha lavorato per affrontare le disuguaglianze che colpiscono le donne – sia pazienti che caregiver – nell'ambito delle malattie rare. Abbiamo iniziato nel 2023 con una prima indagine che, per la prima volta in Italia, ha restituito un quadro oggettivo dell’impatto che queste patologie hanno sull’universo femminile nel nostro Paese. Quest'anno, stiamo rafforzando il progetto consolidando un Think Tank il cui obiettivo è continuare a raccogliere prove scientifiche e conoscenze in questo campo” - commenta Anna Chiara Rossi, VP & General Manager Italy Alexion, AstraZeneca Rare Disease. Vogliamo dimostrare, con dati concreti, come i ritardi nella diagnosi e nell'accesso alle terapie abbiano un impatto enorme non solo sulle persone affette da malattie rare, ma anche sull'intero sistema sanitario e sociale. E vogliamo lavorare con Istituzioni, Associazioni di Pazienti, comunità scientifica e tutti gli stakeholder dell’ecosistema della malattie rare per trovare insieme nuove linee d’azione orientate a promuovere un approccio più equo alla salute”.

La Voce delle Donne con Malattie Rare su La Repubblica

Leggi l'articolo completo su Repubblica.it

Il Progetto Women in Rare approda al Senato

Il progetto Women in Rare, ideato e promosso da Alexion, AstraZeneca Rare Disease insieme a UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare APS ETS, in collaborazione con Fondazione Onda, e un Comitato Scientifico composto da esperti afferenti a diverse specializzazioni nell’ambito delle malattie rare e rappresentanti istituzionali, ha raggiunto un traguardo significativo partecipando all’audizione della 10ª Commissione Affari Sociali del Senato della Repubblica e accendendo i riflettori sulla necessità di una medicina di genere più inclusiva per le donne con malattie rare.

 

L’Audizione al Senato

L’intervento si è inserito nel dibattito sul Disegno di Legge 989 “Misure per il potenziamento della Medicina di Genere nel Servizio Sanitario Nazionale”, rappresentando un’occasione cruciale per portare all’attenzione delle istituzioni le specifiche difficoltà che le donne affrontano nell’assistenza sanitaria per le malattie rare. Durante l’audizione, Annalisa Scopinaro, Presidente di UNIAMO, e Giuseppe Lanzilotta, Director, Government Affairs & Policy Alexion, AstraZeneca Rare Disease, hanno presentato proposte concrete per una maggiore equità sanitaria.

 

Le Proposte Chiave

I rappresentanti del progetto hanno sostenuto tre punti fondamentali:

 

Dal Libro Bianco all’Azione Concreta

L’audizione rappresenta l’evoluzione naturale del Libro Bianco “Donne e malattie rare: impatto sulla vita e aspettative per il futuro”, presentato l’anno scorso al Senato per dare voce alle esperienze quotidiane delle donne che convivono con una malattia rara. La missione del progetto Women in Rare continua a essere quella di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sull’impatto delle malattie rare sulla vita delle donne, attraverso storie, testimonianze e dati concreti, con l’obiettivo di trasformare l’impegno in cambiamento reale per una sanità più equa e inclusiva.